AI - Privacy dei chatbot AI: cosa non condividere
Come proteggere la propria privacy quando si usano i chatbot AI
I chatbot basati sull'Intelligenza Artificiale (come ChatGPT, Google Gemini o Claude) sono strumenti straordinari per scrivere email, riassumere testi o cercare informazioni pratiche.
Tuttavia, quando poni una domanda o inserisci un testo in queste chat, i dati che invii potrebbero essere salvati sui server delle società sviluppatrici e utilizzati per istruire e allenare i modelli AI del futuro.
Per navigare in sicurezza ed evitare brutte sorprese, ecco una guida semplice e passo-passo su cosa non condividere mai con un chatbot e come proteggere le tue informazioni personali.
LE 5 CATEGORIE DI DATI DA NON INSERIRE MAI IN CHAT
Quando usi un chatbot AI, immagina di parlare in un luogo pubblico: non scrivere mai nulla che non affideresti a uno sconosciuto.
1. DATI PERSONALI E IDENTIFICATIVI SENSIBILI
- Codici fiscali, numeri di documento o carte d'identità.
- Indirizzi di casa, numeri di telefono o email private.
- Nomi completi abbinati a informazioni riservate (es. "Mario Rossi risiede in via...").
2. CREDENZIALI DI ACCESSO E FINANZIARIE
- Password, PIN, codici OTP o risposte alle domande di sicurezza.
- Numeri di carte di credito, codici CVV/CVC o IBAN bancari.
3. INFORMAZIONI SULLA SALUTE E DATI MEDICI
- Referti medici, diagnosi, cartelle cliniche o elenchi di farmaci assunti.
Esempio da evitare: invece di incollare un referto medico per farti spiegare un termine, chiedi in modo generico:
Cosa significa il termine medico X?
4. DOCUMENTI AZIENDALI E SEGRETI PROFESSIONALI
- Contratti, bilanci non ancora pubblici, dati sui clienti o corrispondenza riservata dell'ufficio.
- Codice sorgente proprietario o progetti di lavoro protetti da copyright o NDA.
5. FOTO O IMMAGINI DI PERSONE (SPECIALMENTE MINORI)
Evita di caricare immagini che ritraggono il tuo viso, i tuoi familiari o documenti personali per chiedere modifiche o analisi, a meno che non si tratti di immagini pubbliche o d'archivio.
LE BUONE ABITUDINI PER USARE L'AI IN SICUREZZA
Per sfruttare i vantaggi dell'Intelligenza Artificiale senza rischi per la privacy, applica queste tre regole pratiche:
BUONA ABITUDINE 1: ANONIMIZZA SEMPRE I TESTI (TECNICA DEL "PLACEHOLDER")
Se devi chiedere all'AI di correggere una lettera o un documento, sostituisci tutti i dati reali con nomi e dati inventati prima di incollarlo.
Prima (Sbagliato):
Correggi la lettera inviata a Mario Rossi, C.F. RSSMRA80A01L781X, residente a Verona...
Dopo (Corretto):
Correggi la lettera inviata al Signor [NOME], residente in [CITTÀ]...
BUONA ABITUDINE 2: FAI DOMANDE GENERALI ED ESEMPI IPOTETICI
Non raccontare la tua situazione personale nei dettagli, ma ponila in forma teorica.
Invece di:
Ho un debito di 5.000€ con la banca X, come posso fare?
Chiedi:
In linea generale, quali sono i passi da seguire quando si vuole rinegoziare un debito personale?
BUONA ABITUDINE 3: VERIFICA LE IMPOSTAZIONI DELLA PRIVACY DEL CHATBOT
La maggior parte delle piattaforme consente di disattivare la memorizzazione delle cronologie e l'addestramento dei modelli sui tuoi dati. Ecco come fare sui due strumenti più diffusi, ChatGPT e Google Gemini:
ChatGPT: vai su Impostazioni > Controlli dati e disattiva l'opzione per migliorare il modello per tutti.

Google Gemini: dal tuo Account Google apri l'Attività delle app Gemini e metti in pausa la conservazione della cronologia.

Termine utile — Addestramento del modello: è l'uso delle conversazioni degli utenti per istruire e migliorare l'AI del futuro. Disattivandolo, le tue chat non vengono usate a questo scopo.
PROMEMORIA FINALE DA STAMPARE O CONSERVARE
La regola d'oro della Privacy AI:
Se un dato o una frase potrebbe causarti un problema qualora diventasse pubblica, non incollarlo mai nella chat dell'Intelligenza Artificiale.
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Frasi celebri
“Se non lo sai spiegare in modo semplice, non l'hai capito abbastanza bene” (Albert Einstein).